Il Parco del Delta del PO

Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna è stato istituito nel 1988 con apposita Legge Regionale (L.R. 27/88) e fa parte del sistema delle aree protette dell’Emilia-Romagna. Nel 1999 la parte nord del territorio è stata inserita nel sito escUno come Patrimonio dell’Umanità “Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po”.

 

Il Parco del Delta del Po si trova al confine orientale della Pianura Padana,
dove il grande Fiume Po apre il suo delta sull’Adriatico

COMACCHIO
Città d’arte di somma bellezza come Venezia, Ferrara e Ravenna
rappresentano gli estremi di un territorio in cui sono concentrati
bellezza, arte, cultura e natura.

 

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Il Po e i suoi “abitanti”

Il Po, fiume più lungo e più importante d’Italia, con i suoi 650 chilometri di lunghezza, attraversa tutto il Nord, dalle Alpi Piemontesi, dove nasce, fino al Mare Adriatico, dove sfocia. Il fiume Po nasce ai piedi del Monviso, in Piemonte occidentale e sfocia con un ampio delta a 6 rami di circa 400 km², lasciando dietro di sé una delle più vaste zone umide d’Europa e del Mediterraneo. Insieme ai suoi numerosi affluenti, è il più grande sistema fluviale della penisola

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La fauna del Po è formata da :

– 370 specie di uccelli;

– diverse specie di molluschi (cozze, ostriche, cannolicchi, vongole;

   anfibi e rettili;

– Oltre a ricci, talpe e toporagni, troviamo il toporagno acquaiolo,  il topolino delle risaie, l’arvicola d’acqua, la volpe e la famigerata nutria.

Pesci

Le specie più caratteristiche sono luccio, carpa, tinca, persico sole e pesce gatto. Sui fondali fangosi vivono triglie, sogliole, passere e rombi. Sono quasi scomparsi gli storioni ed il gambero d’acqua dolce, mentre si è diffuso molto rapidamente il pesce siluro.

Si allevano soprattutto branzini, orate, cefali ed anguille.

 

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Preparandoci al grande fiume…

Scopriamo attraverso le immagine del satellite uno dei posti più suggestivi intorno a noi: il Delta del PO

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Immaginiamoci i colori, i suoni, le atmosfere di un luogo in continuo cambiamento… aspettando di visitarlo!IMG_20160211_082558

Cartoline sul fiume…

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Un sito interessante segnalato da Filippo Magnani

http://www.parks.it/parco.delta.po.ve/iti.php

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All’opera per il concorso promosso da Didatur “VINCI LA GITA”

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Le Olimpiadi

I giochi olimpici o Olimpiadi erano i giochi più importanti della Grecia e cominciarono a partire dal 776 a. C.

Si svolgevano ogni quattro anni ad Olimpia, nel Peloponneso ed erano celebrati in onore di Zeus il padre di tutti gli Dei.

Per tutta la durata dei giochi sportivi veniva tenuto acceso un fuoco.

Inizialmente si svolgevano nell’arco di un giorno, poi la durata dei giochi fu portata a cinque giorni.

All’ inizio c’era una sola gara, la corsa, poi si aggiunsero altre prove: la corsa delle bighe e dei carri, il lancio del disco e del giavellotto, il salto in alto e in lungo, il pentathlon, la lotta e il pugilato. Le gare erano aperte ai cittadini di tutte le polis che non fossero donne, schiavi e stranieri.

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Durante le Olimpiadi qualsiasi operazione di guerra era interrotta e il territorio di Olimpia era considerato sacro perciò gli spettatori non potevano entrare con armi.

I vincitori erano premiati con corone e foglie di olivo ed erano festeggiati come eroi con statue e poemi in loro onore Alcuni diventarono famosi in tutta la Grecia e nacquero così leggende su di loro-

I perdenti invece dovevano nascondersi per la vergogna perché perdere era considerato un disonore.

Il teatro

L’origine del teatro

Le forme teatrali che oggi conosciamo discendono da quelle che si praticavano e che vennero perfezionate nell’Atene del V secolo a. C.

Il teatro greco ebbe origine nell’Attica nella forma del dramma satirico, della tragedia, quindi della commedia. Il teatro è legato al culto di Dioniso e con le sue feste “esaltanti”

La tragedia raccontava miti e vicende eroiche, mentre la commedia, che e comparve più tardi, rappresentava la vita quotidiana,.

Il teatro ha una grande importanza nella vita della polis, è un momento educativo e sociale, un modo per i Greci di condividere i problemi della città e di tutta la comunità, era come una scuola gratuita in cui ci si riuniva per imparare e per riflettere sui problemi della vita.

Per costruire il teatro i Greci di solito sfruttavano un pendio naturale lungo il quale veniva ricavata la CAVEA, cioè l’insieme delle gradinate su cui sedeva il pubblico, l’ORCHESTRA era lo spazio dedicato al coro, la SCENA era come la scenografia, il PROSCENIO lo spazio dove recitavano gli attori, l’ALTARE era utilizzato dai sacerdoti prima dell’inizio dello spettacolo.11202806_869957713101676_8188563252507466977_n

Le maschere

Nei teatri greci si esibivano solo attori maschi che indossavano delle maschere che servivano per amplificare la voce.

Le maschere erano molto grandi perché gli attori dovevano essere visti da lontano e da molta gente. Ogni maschera aveva un’espressione propria e rappresentava diversi stati d’animo: la felicità, la rabbia, la paura, il disgusto, la noia… Le maschere erano erano costruite da artigiani con sughero, legno, stoffa, argilla.

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Servivano anche per rappresentare ruoli femminili visto che potevano recitare solo i maschi Nei teatri venivano rappresentate tragedie, commedie e tutti gli spettacoli erano gratuiti in modo che tutti i maschi potessero partecipare.

Alle donne infatti non era concesso nemmeno di assistere come spettatrici.

Le scienze

I Greci, filosofi, storici, medici

I Greci si interrogarono sull’origine del mondo e così fondarono la Filosofia (filo = amore, sophia = sapienza, amore per la sapienza, per la spiegazione delle cose, per il sapere…)

I filosofi più importanti furono Socrate, Platone, Aristotele.

Un altro pensatore, Erodoto, inventò il metodo della ricerca storica e del controllo delle fonti.

Tucidide, al contrario dai suoi contemporanei, ritenne che la storia non fosse determinata dagli Dei ma dagli uomini

Si sviluppò in Grecia anche la medicina. Il primo che si dedicò alla medicina, intesa come cura del corpo del malato, fu Ippocrate.

Ippocrate fondò una vera scuola di medicina, dove tutti i medici dovevano fare un giuramento, che era quello di prendersi cura dell’ammalato cercando di fare il possibile per la sua salute. Ancora oggi i medici devono giurare: è il famoso “giuramento di Ippocrate”

Il giuramento di Ippocrate iniziava così:

« Ὄμνυμι Ἀπόλλωνα ἰητρὸν, καὶ Ἀσκληπιόν, καὶ Ὑγείαν, καὶ Πανάκειαν, καὶ θεοὺς πάντας τε καὶ πάσας, ἵστορας ποιεύμενος, ἐπιτελέα ποιήσειν κατὰ δύναμιν καὶ κρίσιν ἐμὴν ὅρκον τόνδε καὶ ξυγγραφὴν τήνδε.”

Ecco alcune parti a confronto fra l’antico testo di Ippocrate e il giuramento attuale che ogni medico deve pronunciare quando inizia la sua professione:

« Giuro per Apollo medico, Asclepio e Igea e Panacea e per tutti gli dei e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto

« Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro 
In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte.
·                di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;

·                 di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;

 

Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili. ·                 di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;

 

I Greci e la Matematica

I greci furono anche grandi matematici e si ricordano in particolare ARCHIMEDE, EUCLIDE E PITAGORA. Le loro teorie sui numeri, sulla geometria, sulla scienza, vengono utilizzate ancora oggi (teorema di Pitagora, geometria euclidea – geometria delle figure piane – , principio di Archimede per il galleggiamento degli oggetti e tanto altro ancora)